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Progetti paralleli
Scritto da: Simone Martedì, 29 Settembre 2009 - 18:20 - 536 Letture
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Moongarden “A Vulgar Display of Prog”
Oltre a proseguire il mio percorso di cantautore collaboro con Cristinao Roversi, un amico di vecchia data (dai tempi dei MIDIAN), cantando e scrivendo le melodie per i MOONGARDEN una band di New Prog Rock... vi copio ed incollo la recensione dell'ultimo disco “A Vulgar Display of Prog” giusto per farvi capire di cosa sto parlando e per non farvi cadere dalle nuvole se vedrete nel calendario dei concerti in Belgio oppure all'Alcatraz di Milano, Roma Rimini ecc ecc.
Autore: MOONGARDEN
Titolo album: A Vulgar Display of Prog
Nazionalità: Italia
Etichetta: Distilleria Music Factory
Anno di pubblicazione: 2009
Voto medio: (9)
Recensito da Daniele Cutali
Una volgare dimostrazione... da incorniciare! (Vers. stampabile )
Moongarden, un nome che è un pilastro storico del new-progressive italiano dei primi anni '90. Indimenticabile il doppio album capolavoro “The Gates of Omega” (Mellow Records, 2001), che tra malinconia, suoni onirici, romantici, visionari e amore profondo per il tastierismo banksiano, trasudava tutta la personalità del Cristiano Roversi di quel periodo. E segnava indelebilmente a fuoco un passaggio importante per il prog nostrano. I Moongarden hanno cambiato i loro registri sonori con il passare del tempo, qualche componente della line-up attorno al perno Roversi, il quale ha avuto anche il tempo di fare un passaggio nei The Watch, esternando la propria passione per il Genesis-sound, e di fare il proprio ingresso stabilmente nei Mangala Vallis di Gigi Cavalli Cocchi (Ligabue, CSI, ClanDestino).
E a proposito di Cavalli Cocchi, Roversi è anche diventato imprenditore insieme al batterista emiliano fondando con lui la propria etichetta discografica. Infatti dopo due album con la svizzera Galileo Records, “Round Midnight” (2003) e “Songs From The Lighthouse” (2008), i Moongarden pubblicano in proprio per la Distilleria Music Factory questo stupendo “A Vulgar Display Of Prog”. Con Roversi e la sua profonda anima melodica ritroviamo Mirko Tagliasacchi al basso, il grande ritorno di David Cremoni alla chitarra elettrica (e si sente!), l'abruzzese ma genovese d'adozione Mau Di Tollo, batterista prog per eccellenza che si divide tra tanti progetti (il più famoso La Maschera di Cera), e la stupenda, profonda, graffiante voce di Simone Baldini Tosi.
Dal cilindro del loro grande songwriting questa volta i maghi Moongarden tirano fuori cose di alta qualità come al solito, ma più focalizzate, più cristalline, utillizzando al meglio i suoni elettronici, modernizzando e svecchiando il classico prog romantico di stampo genesisiano, forgiando finalmente un Moongarden-sound perfettamente riconoscibile e non meramente clone o derivativo. Il dittico d'apertura “Boromir” e “Aesthetic Surgery” sono brani che resteranno negli annali del progressive non solo nazionale, ma mondiale. Qui c'è altissima classe e la voce di Baldini Tosi è da brividi, timbro roco gabrieliano ma al tempo stesso potente e personalissimo. Tra stacchi graffianti di chitarra e il campionario di tastiere di Roversi c'è n'è da vendere tra emozioni, gioia caleidoscopica e malinconia inglese, e puro rock cristallino.
Si torna alle sonorità di “Round Midnight”, con “Mdma” modernità e futurismo, elettronica, art-rock romantico e forma canzone, ma anche lo spirito forte dei Genesis di “A Trick” e “Wind” che aleggia su tutto. Roversi è un maestro delle melodie, che forgia con sapienza sotto le proprie dita senza mai scadere nel banale e nel palesemente già sentito. Questo sono i Moongarden, lasciano a bocca aperta pur non avventurandosi troppo. Dall'atmosfera emotiva, pregnante e sognante dello strumentale “After the Mdma from Lezooh to Miryydian”, con gli aggeggi di Roversi in primo piano, si scivola con un taglio netto in “Wordz and Badge”, rock sanguigno, elettrico e mellotron. C'è spazio anche per una splendida ballad come “Demetrio and Magdalen”, dolce, cullante e romantica fin nelle sue più piccole molecole sonore.
“Enter the Modem Hero” è epica e cupa, esplosioni di colori acciaio e blu. Chiude quindi l'album la lunga suite “Compression”, oltre diciassette minuti che iniziano in sordina con intrecci di chitarra malinconici e l'incredibile voce di Baldini Tosi sul mellotron di Roversi, una lunga ballad che fa sciogliere il cuore e che poi esplode in sonorità dalle radicate origini genesisiane. Il genio di Roversi infila anche inserti orientaleggianti in mezzo a tutta la modernità filtrata e campionata, il tutto visto come attraverso uno specchio di umori, filtri colorati di una fotografia tra l'Inghilterra e terre immaginarie, a cavallo di un gran finale finemente elaborato con echi di chitarre, mellotron e basso a pedali. Un piccolo capolavoro di cesello quest'ultimo album dei Moongarden. Immancabile e imprescindibile.
Note: Per ulteriori dettagli:
http://www.myspace.com/moongardenband - Sito Myspace della band
http://www.distilleriamusicfactory.it - Sito ufficiale dell'etichetta discografica
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